Carburante biologico per Amat ed Amiu

Carburante biologico per Amat ed Amiu La firma dell’accordo a Palazzo di Città
25
Gen

Dal primo marzo al 30 agosto due bus Euro 3 dell’Amat e una quarantina di mezzi dell’Amiu saranno alimentati con il gasolio Enidiesel+ composto per il 15 per cento da biocarburante prodotto nella bioraffineria di Porto Marghera. E’ un esperimento che mira ad abbattere fino al 40 per cento l’impatto ambientale delle emissioni dai veicoli, del 4 per cento il consumo di carburante e consente, inoltre, di risparmiare sui costi di manutenzione dei motori così alimentati. L’accordo tra Eni, Comune di Taranto, Amat ed Amiu è stato sottoscritto a Palazzo di Città dal sindaco  Rinaldo Melucci, dal presidente dell’azienda di trasporto Giorgia Gira, dal presidente dell’azienda Multiservizi e Igiene Urbana Carloalberto Giusti e da Giuseppe Ricci, chief Refining & Marketing Officer. “L’iniziativa in questione – ha commentato il sindaco – oltre il test tecnico, rappresenta un passaggio significativo in questa direzione e dimostra ulteriormente come una corretta interazione tra la nostra comunità e le grandi presenze del nostro territorio sia un’opportunità di sviluppo e sostenibilità». Il biocarburante deriva da materie prime di origine biologica, inclusi gli oli vegetali usati e grassi animali, in biocarburanti di alta qualità. In sostanza Eni recupererà gli oli esausti, anche quelli utilizzati per le fritture di ogni tipo, per utilizzarli, in base a un proprio brevetto, in componente di Enidiesel+. Appositi contenitori per la raccolta degli oli alimentari esausti saranno a breve posizionati anche all’interno della raffineria di Taranto e tutti i lavoratori riceveranno una tanica e apposite istruzioni per facilitare il conferimento degli oli di cucina. “Oggi il nostro obiettivo – dice Giuseppe Ricci – è ridurre progressivamente, fino ad azzerare, l’utilizzo di materie prime edibili, compatibilmente con il rispetto delle  obblighi normativi imposti dalle normative europee e nazionali in merito ai biocarburanti e con le disponibilità di materie prime alternative cosiddette avanzate, sulle quali come Eni stiamo investendo molto in ricerca. Con l’accordo siglato con il Comune di Taranto e le sue aziende municipalizzate, città nella quale abbiamo una delle nostre raffinerie più importanti, confermiamo l’impegno per lo sviluppo dell’economia sostenibile e consolidiamo l’impiego di un rifiuto, l’olio di frittura, come materia prima importante per la produzione di Enidiesel+». Al termine dei sei mesi di sperimentazione l’istituto motori del Cnr trarrà il bilancio definitivo.