Parcheggio Icco, un murale valorizza tutta la strada

Parcheggio Icco, un murale valorizza tutta  la strada I due artisti: da sinistra Cesare Teodorelli e Michele Calabretti
15
Mag

Non sappiamo se sia l’unico, ma il parcheggio Icco, nell’omonima via di Taranto intitolata all’atleta tarantino che vinse il pentathlon nella settantasettesima edizione delle Olimpiadi nel 472 avanti Cristo, ora esibisce una sua precisa identità. Rimane sempre una normale area di sosta, con sbarra strisce blu e automobili, però la porta d’ingresso sembra l’accesso a una zona archeologica. Un murale rappresenta le discipline olimpiche dell’epoca, atleti impegnati nella corsa e nella ginnastica, nel lancio del disco e del giavellotto, la metà di un grande piatto ricorda i pregi della produzione ittica di Taranto. E’ un’opera che illumina artisticamente tutta la strada, la ingentilisce rendendola più preziosa. Certo, ha rilevato qualcuno, quel muro non è l’ideale perché proprio lì si apre la porticina del bagno pubblico. E che ci possiamo fare: quella era l’unica superficie utile per sviluppare il graffito che i due artisti avevano in mente, quella parete più i due pilastri. Se per sentirsi bene occorre per forza cercare il lato debole dell’iniziativa e dell’opera i critici facciano pure: è l’hobby dei tarantini e ognuno si tiene le proprie opinioni. Ma se puntassero sulla valorizzazione dell’area e sul lavoro artistico realizzato, scavalcando la “bruttura” del buco della porticina invisibile quando è chiusa, dimostrerebbero di avere orizzonti più larghi. Posseduti con certezza dagli abitanti di via Icco i quali non hanno fatto altro che ringraziare i due artisti e l’Amat per aver cancellato col murale l’oggettiva bruttezza precedente della parete, a prescindere dalla porticina. Il disegno, su iniziativa dell’Amat e del suo presidente Walter Poggi, l’hanno realizzato Michele Calabretti, in arte Mikele Rasta, e Cesare Teodorelli, in arte Rhinuz. Hanno effettuato le ricerche su Icco e hanno trasferito sulla parete la loro esperienza artistica. Non è il primo murale. Via Icco è stata preceduta dal parcheggio Pacoret. Qui Amat volle realizzare due anni fa un grande disegno per rappresentare la Taranto dei fumi e dei veleni e la città sorridente del futuro.