Poggi: “Piena fiducia nei magistrati. Attendiamo le conclusioni”

Poggi: “Piena fiducia nei magistrati. Attendiamo le conclusioni” La sede dell’Amat in vi Cesare Battisti
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Gen

Di seguito l’articolo pubblicato sabato 28 gennaio sulla Gazzetta del Mezzogiorno, a firma di Francesco Casula, nel quale il presidente Walter Poggi illustra la posizione dell’azienda sulla vicenda dei 44 indagati.

“Quando la magistratura avrà fatto piena luce sulla vicenda e sulle responsabilità di ciascun dipendente sicuramente ci costituiremo parte civile”. E’ quanto ha dichiarato alla Gazzetta il presidente dell’Amat Walter Poggi dopo la notizia sulla chiusura dell’indagine su 44 persone accusate di truffa per assenteismo dal posto di lavoro. Poggi ha evidenziato che già dal 2011 l’azienda per la mobilità urbana ha messo in campo una serie di azioni per contrastare il fenomeno dei furbetti del cartellino spiegando che l’Amat “ha attivato il cambio dell’orologio marcatempo, la modifica nell’uso dei cartellini oltre a diversi cambi del sistema di controllo proprio per stanare eventuali furbetti. In questi anni abbiamo fatto tre operazioni di controllo massimo con le risorse interne dalle quali sono nati alcuni provvedimenti disciplinari conclusi in determinati casi con sanzioni anche importanti. Abbiamo attivato i tornelli per la rilevazione delle presenze e in passato abbiamo anche provato a sistemare una nostra telecamera sul dispositivo di lettura dei badge, ma con la vecchia normativa abbiamo dovuto fare un passo indietro. Ora che la legge è cambiata sicuramente ripristineremo nuovamente la telecamera”. Per Poggi, insomma, la lotta al fenomeno è partita da tempo e questa indagine è la testimonianza tangibile della volontà di collaborazione con le istituzioni. Le indagini della squadra mobile, infatti, sarebbero partite da una serie di esposti che alcuni anonimi avrebbero inviato direttamente a Poggi e che il presidente ha girato alla Questura. “Abbiamo piena fiducia nella magistratura – ha sottolineato Poggi – e credo che anche i lavoratori finiti nell’inchiesta dovrebbero averne perché credo che non tutti abbiano commesso u reato, ma in alcuni casi può essersi trattato di un comportamento certamente sanzionabile dal punto di vista disciplinare, ma non da codice penale”. Il presidente Poggi, insomma, non esclude che alcuni potranno a breve spiegare la loro versione ai giudici. Aspettiamo che la magistratura faccia i suoi accertamenti su fatti che noi, al momento, non conosciamo”. Nell’indagine portata a termine dai poliziotti della questura tarantina non risultano indagati autisti né ausiliari della sosta, come erroneamente riportati da alcuni giornali.