Furti e vandali al TaTà. Il Crest si rivolge al prefetto

Furti e vandali al TaTà. Il Crest si rivolge al prefetto Il teatro TaTà al quartiere Tamburi
28
Set

Furti a ripetizione e danneggiamenti. Ecco il triste destino che si abbatte sul Crest, la gloriosa cooperativa che dal 2009 gestisce il teatro TaTà al quartiere Tamburi. Il guaio è che il teatro è ospitato negli spazi dell’edificio un tempo destinato a sede di Scienze della Comunicazione e ormai vacante, tranne che per il TaTà. E’ diventato, quindi, il terreno di scorribande dei ladri e dei vandali, un classico nella nostra città. Clara Cottino, presidente della cooperativa che fa teatro, ha una propria stagione sempre molto seguita, tiene viva la cultura a Taranto, ha scritto al prefetto Umberto Guidato. Eccola.  «La coop. C.r.e.s.t. gestisce dal 2009 l’auditorium TaTÀ che occupa una parte del fabbricato di proprietà della Provincia di Taranto sito in via Grazia Deledda s.n.c., già sede distaccata dell’Università degli Studi di Bari, e con la presente desidera segnalare la situazione di grave disagio a seguito dei ripetuti atti di vandalismo e di furti determinatasi negli ultimi mesi. Le cause di quanto innanzi riferito sono certamente da attribuirsi alla chiusura della sede distaccata dell’Università, alla mancanza di qualsiasi sistema di sicurezza che non sia la nostra presenza. La nostra cooperativa ha già fatto fronte per ben due volte al furto dei cavi di rame ed ha provveduto alla messa in sicurezza dei locali sotterranei del fabbricato, nonché si è dotata di impianto di allarme per tutti i locali interni di propria competenza. Ciò nonostante, i ladri continuano a “smontare” e portare via tutto quanto non sia muratura dai locali abbandonati dall’Università ed ormai sono penetrati nei locali strettamente collegati al teatro rubando anche attrezzatura di nostra proprietà. Abbiamo sempre provveduto a comunicare all’Ente proprietario della struttura ed alle forze dell’ordine quanto avveniva ed avviene, senza riuscire ad ottenere la giusta attenzione per la messa in sicurezza dello spazio, della struttura e dell’incredibile lavoro di contrasto al degrado sociale oltre che ambientale che il C.r.e.s.t. sta conducendo nel quartiere e nella città. Non v’è dubbio, infatti, che la nostra presenza costituisca se non un impedimento, almeno un efficace deterrente ad un degrado che altrimenti si sarebbe compiuto in tempi ben più brevi di quanto oggi stia accadendo. La nostra determinazione a non arrenderci alla violenza e all’indifferenza pressappochista vacilla alla luce del pericolo che sentiamo sempre più incombente. Tuttavia, la convinzione che il risanamento del quartiere Tamburi non può che passare anche attraverso l’assicurazione di spazi vivi per il sociale e per la cultura, ci spinge a chiedere a Lei, la massima Autorità di Taranto, di non essere lasciati soli ad affrontare la situazione, e chiediamo a Sua Eccellenza un incontro a breve. Con l’auspicio di un riscontro, porgiamo distinti saluti».