Porto, il Tar respinge il ricorso Italcave

9
Set

Il Tar di Lecce respinge il ricorso di Italcave (gruppo Caramia) e riparte, quindi, la procedura per assegnare al Consorzio Ulisse la prima fetta del molo polisettoriale lasciata libera dal precedente concessionario Taranto container terminal (Tct) l’anno scorso. I giudici amministrativi danno ragione all’Authority di Taranto e sottolineano in un passaggio della sentenza che la motivazione con cui l’Autorità Portuale non ha ammesso Italcave alla “non appare viziata da palesi errori di fatto, né da elementi di irrazionalità e/o illogicità evidenti, sicché la stseconda fase di gara essa si sottrarre al relativo scrutinio di legittimità“. In sostanza quando l’Autorità ha valutato “carenti” gli aspetti qualitativi e quantitativi della proposta della ricorrente non ha sbagliato. Tra le altre cose, dicono i giudici, il progetto presentato da Italcave non proponeva “né sviluppi né diversificazioni, per i quali il proponente ha rinviato unicamente ad astratte possibilità future di traffici da intercettarsi, nei prossimi cinque anni, attraverso un’azione di marketing“. Né prevedeva, rimarca il Tar, “assunzione, nel breve, di altro personale e rinvio al successivo quinquennio per l’eventuale riassorbimento di un numero massimo di dieci unità dal bacino Tct“. Il Consorzio Ulisse annovera come componenti Ionian Shipping Consortium, un agglomerato importante di agenzie marittime e di brokeraggio operanti nello scalo portuale tarantino, Taranto Iniziative Produttive srl e Tecnomec Engineering. Intanto il ministero dell’Economia ha garantito la cassa integrazione in deroga fino al 30 dicembre agli ex lavoratori Tct. Da questa data scatta la mobilità per un giorno che si concluderà con l’ingresso nell’agenzia nazionale di somministrazione che ha proprio l’incarico di riqualificare e possibilmente ricollocare sul mercato i lavoratori portuali di Taranto, Gioia Tauro e Reggio Calabria nell’arco di 36 mesi.