Cassazione e strisce blu: multa per la sosta con ticket scaduto

Cassazione e strisce blu: multa per la sosta con ticket scaduto Il cartello con le tariffe per la sosta
4
Ago

La Cassazione dice una parola definitiva sulla sosta nelle strisce blu protratta oltre il tempo pagato dall’automobilista: si tratta di un illecito amministrativo e non di inadempimento contrattuale. Di conseguenza scatta la multa così come avviene quando l’automobilista non esibisce il ticket. L’infrazione, quindi, si traduce in un’evasione tariffaria in violazione dell’articolo 7 comma 15 del codice della strada.
L’ha stabilito la Suprema corte, con la sentenza 16258, disconoscendo i pareri del ministero delle Infrastrutture, l’ultimo è del 2015. I giudici della seconda sezione civile hanno respinto il ricorso di un automobilista contro la decisione del Tribunale che aveva affermato la legittimità della multa inflittagli dopo che aveva lasciato l’auto nelle strisce blu un’ora in più rispetto al tempo indicato. Secondo il ricorrente chi paga il ticket senza integrare il versamento nelle ore successive non trasgredisce il codice della strada ma solo l’obbligazione contrattuale, che sorge nel momento in cui si “compra” il ticket, regolata dal codice civile. La Cassazione, a supporto della sua decisione, cita anche la giurisprudenza della Corte di conti. I giudici contabili (sezione giurisdizionale per la regione Lazio, sentenza 888/2012) hanno affermato che la fattispecie configura una ipotesi di danno erariale per il Comune, rappresentato dal mancato incasso dei proventi che sarebbero derivati dall’applicazione della sanzione per violazione delle norma che disciplinano la sosta in aree a pagamento.