Riforma della rete di trasporto, scatta l’indagine sui flussi passeggeri

Riforma della rete di trasporto, scatta l’indagine sui flussi passeggeri Un bus in transito sotto la sede del Municipio
31
Lug

Ogni giorno l’Amat trasporta quarantamila persone da un punto all’altro della città collegati con 22 linee. Ogni giorno ci sono 1050 corse sviluppate su 17.300 chilometri d’estate e 22.800 d’inverno. La linea 24 è lunga 32 chilometri allungandosi come un elastico da via Consiglio, capolinea Auchan, a Torre Rossa, capolinea Ipercoop, con una frequenza oscillante da mezz’ora a 58 minuti. Sembra un’eternità, e lo è, ma per ora non si può fare diversamente. Taranto, nell’ultimo quarantennio, s’è ingrandita a dismisura, ha allargato i confini, ci sono quartieri oltre le vecchie “cinta murarie” nei quali si sono spostati anche tanti e importanti uffici pubblici. Collegare le nuove aggregazioni urbane cresciute dagli anni ’70 in poi, Paolo sesto, Tramontone, Talsano, Taranto Due, è un’esigenza insopprimibile, un dovere per l’azienda così come per i cittadini è un diritto godere di un trasporto pubblico efficiente. A Taranto, però, la rete su cui si sviluppa questo servizio è stata concepita negli anni ’50 e oggi non è più adeguata ai bisogni di mobilità dei cittadini. Agli spostamenti tradizionali casa-lavoro e casa-scuola si sono aggiunti quelli legati alle necessità  del tempo libero, dello sport, della cultura. In altre parole, la rete non è attuale e va cambiata. La sua riforma vede l’Amat impegnata in un progetto ambizioso che trova le sue radici amministrative nel “piano di efficientamento” richiesto a tutte le aziende di trasporto prima dalla Regione Puglia e poi dal Comune azionista e quelle operative nel Piano urbano della mobilità (Pum) e nel Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums). Aggiornare la rete richiede un poderoso studio preliminare e un’indagine conoscitiva che misuri i flussi dei passeggeri da una zona all’altra, linea per linea, contando quanti salgono e scendono ad ogni fermata. E’ indispensabile una serie nutrita di dati che forniscano ad Amat il quadro aggiornato degli spostamenti quantitativi dell’utenza per radiografare tutti i cambiamenti insorti e consolidatisi negli ultimi decenni. In sostanza occorre verificare se le linee 1/2, 3 e 8 debbano ancora costituire la spina dorsale della rete del trasporto pubblico tarantino; se i percorsi così come sono congegnati oggi rispondano ancora alle esigenze di spostamento dei cittadini; quali linee occorre rinforzare e quali, eventualmente, alleggerire; dove sono i punti della città più bisognosi di collegamenti e quali gli orari di maggiore e minore stress. La razionalizzazione del reticolo di itinerari delle 22 linee si impone. Di qui il progetto che l’Amat da lunedì 1° agosto avvia con le rilevazioni sui flussi dei viaggiatori. Fino al 9 agosto, poi ci sarà il monitoraggio sullo “scolastico”, dieci dipendenti dell’azienda, 5 nella fascia mattutina e cinque nella serale, effettueranno il monitoraggio , dalle 6 alle 22, di quanti salgono e scendono dai bus messi in linea ogni giorno. La rilevazione avrà un altissimo indice di affidabilità perché riguarda il 49.5 per cento delle corse giornaliere, a fronte di una richiesta dell’azienda specializzata nell’elaborazione dei dati, del 30 per cento. Al personale incaricato per questo compito è chiesto dall’azienda un supplemento di impegno al quale non può rimanere estranea la collaborazione dei cittadini i quali dovrebbero, come peraltro indicato su tutti i bus, salire dalla porta anteriore e scendere dalla porta centrale.