Riceviamo da un utente

23
Mag

Mio figlio F.Z. pur essendo in possesso di una tessera abbonamento valida non l’ha esibita al controllore perché l’ha dimenticata in un altro giubbotto. Chiedo perché non si verifica direttamente durante il controllo se il viaggiatore è in possesso di un abbonamento dal momento che i verificatori, sempre dal bus, accertano le generalità del minore e i nominativi dei genitori e relativa residenza . Si eviterebbero i costi della raccomandata. Mi chiedo anche se la telefonata non violi la privacy del cittadino stesso. Non mi pare che i controllori Amat abbiano funzioni di polizia giudiziaria o di ufficiale di stati civile.

L’azienda risponde:

Egregio sig. N.G.Z.,

in merito alla sua e-mail del 09/05/2016 si precisa quanto segue:

l’art. 32 della L. R. 18/2002 (riprodotto a tergo del verbale di sanzione) prevede che sia sanzionato colui che viaggia sprovvisto di idoneo titolo di viaggio. La fattispecie include il mancato possesso del titolo (biglietto o abbonamento) e la mancata esibizione (abbonamento dimenticato a casa). La legge Regionale non riconosce diritti agli abbonati. L’Azienda ha adottato un principio di favor, come è avvenuto nel caso che la
riguarda, che tuttavia potrebbe venire meno in futuro. I controllori sono pubblici ufficiali (dal 2009 senza alcun dubbio) e , di conseguenza, possono operare accertamenti sui trasgressori incluso l’accesso all’anagrafe.