“Schiavi” dei call center con contratti fuori regola

“Schiavi” dei call center con contratti fuori regola La sala di un call center con le postazioni dei lavoratori
21
Mag

Nessuna tutela contrattuale e paga di 1 euro l’ora. E’ la nuova denuncia di Andrea Lumino, segretario generale della Slc Cgil di Taranto, che ha scoperto un altro call center a Taranto che sfrutta e sottopaga i lavoratori. Lumino li chiama i “nuovi schiavi” perché sfruttati malgrado ci sia la disciplina del Jobs Act che regola i rapporti di lavoro e stabilisca la paga oraria variabile tra 1 e 3.60 euro durante il periodo di prova fino a un massimo di 6.51 euro l’ora indicato dal contratto nazionale. «La scoperta dell’ennesimo call center con contratti per i nuovi schiavi – afferma Lumino – sconvolge anche perché spiega efficacemente quanto l’Italia sia il Paese delle farse,delle lobbies e degli interessi economici sulla testa delle persone». Questo ultimo call center lavora per un unico committente. H3G e. dice il sinacalista, ” in regime di monocommittenza stipula contratti di collaborazione fuori dalla normativa nazionale e dagli accordi, sfruttando e sottopagando i lavoratori nonostante le reiterate denunce e gli esposti inviati agli organi ispettivi del lavoro. Inoltre questi lavoratori  non agganciano gli aumenti del contratto, non accedono alla graduatoria prevista con diritto di prelazione al rientro in azienda rispetto all’assunzione di esterni, non hanno nessun indennizzo sulla malattia. E’ una vecchia storia che combattiamo da tempo, ma lascia basiti scoprire che il committente di questo call center sia H3G che annovera tra i suoi dirigenti il presidente di ASSTEL, l’associazione di Confindustria che a livello nazionale ha sottoscritto l’intesa con i sindacati per regolarizzare il lavoro nei call center per la vendita. Una storia tragicomica che sembra ripercorrere pedissequamente il detto su “chi predica bene e poi razzola male”. La Slc Cgil Taranto si rivolge  al sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, «affinché intervenga a favore di questi lavoratori: come la Slc Cgil non ci arrendiamo all’idea che il rispetto delle leggi sia una chimera e che davvero tutto sia possibile nel nome del profitto”.