Scoperti antichi ipogei al castello aragonese. Boom di visitatori a Pasqua

Scoperti antichi ipogei al castello aragonese. Boom di visitatori a Pasqua
29
Mar

Il castello aragonese, vero gioiello architettonico e bene della Marina militare, continua a riservare sorprese. E, intanto, da giovedì 24 a lunedì 28 marzo,  ha regiostrato 4554 visitatori di cui 1847 provenienti da Taranto e provincia, 2395 dal resto d’Italia e 312 stranieri. Il lunedì di Pasqua, con 3022 visitatori, per il 60 per cento turisti, s’è avuta  l’affluenza giornaliera più alta dall’apertura del castello al pubblico nel lontano 2005. Nell’arco serale e notturno, cioè dalle 20 alle 3 infine, sono stati 1460, circa un terzo del totale. Di recente, intanto, gli scavi archeologici da poco ripresi e condotti dall’archeologo  Federico Giletti sotto la direzione di Antonietta Dell’Aglio, della soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, hanno consentito dopo alcuni secoli la riscoperta di antichi ambienti ipogei di cui non si sospettava minimamente l’esistenza. In una nota la Marina militare illustra il lavoro del ritrovamento che è stato possibile grazie all’operato del team di cantiere costituito da Antonio Vinella e dal sergente Maurizio De Benedictis, e coordinato dal curatore del castello, ammiraglio di squadra Francesco Ricci. La scoperta è avvenuta  dopo l’individuazione e il sollevamento di una grande lastra di copertura di accesso allo “specus”, attraverso l’utilizzo di mezzi e materiali donati dall’associazione Amici del Castello Aragonese. Si tratta di una rete sotterranea di cunicoli, interamente ricavati nel banco calcarenitico, che va ad arricchire il bagaglio conoscitivo dell’articolato sistema sotterraneo già mappato al di sotto della fortificazione rinascimentale. La scoperta è avvenuta in occasione dello scavo archeologico che sta interessando ambienti e spazi rinvenuti al di sotto del torrione di San Cristoforo, risalenti a fasi storiche diverse ma riutilizzati attraverso un sistematico accorpamento all’interno di un progetto di più ampio respiro della metà del X secolo dopo Cristo. Questi divengono parte di un monumentale complesso a destinazione cultuale, realizzato lungo il salto di quota del lato Est dell’antica acropoli greco-romana su una propaggine del banco geologico protesa verso Sud, che vive il suo massimo splendore in occasione della rifondazione della città da parte dell’imperatore bizantino Niceforo Foca. Nei prossimi giorni la squadra ha programmato la completa esplorazione e la documentazione dell’intero sistema di cunicoli.