Un trasporto urbano sostenibile e intelligente

Un trasporto urbano sostenibile e intelligente Un bus in transito davanti alla sede Amat
23
Mar

(wpog) Il sistema di mobilità urbana racconta la qualità della vita di una città e la sua capacità di preservare e tutelare l’ambiente e la salute dei suoi abitanti. La mobilità è un fattore rilevante nei processi di crescita economica e sociale e rappresenta un sensibile indicatore del grado di soddisfazione e di appartenenza delle “persone” alla propria comunità locale. Nelle città fortemente urbanizzate la congestione del traffico, la promiscuità veicolare, l’infortunistica stradale e gli alti livelli di inquinamento comportano una spesa sociale rilevante, producendo un restringimento del diritto dei cittadini a spostarsi in modo rapido, sicuro e confortevole. Da qui nasce la richiesta di servizi di trasporto più adeguati, con modelli e infrastrutture più avanzate, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini. Può accadere, tuttavia, che soluzioni tampone, pur orientate a risolvere problemi concreti, possano risultare inadatte ad intervenire sulla fluidità veicolare, a prevenire i rischi di incidentalità stradale e a ridurre le emissioni inquinanti da traffico. Anche nella nostra città sono state evidenziate alcune criticità del servizio pubblico che ne scoraggiano l’uso: l’insufficienza dei collegamenti dai quartieri periferici (Talsano, Lama, San Vito, Paolo VI, ecc.) al centro cittadino, le difficoltà di attraversamento delle strade commerciali (via C. Battisti, via Liguria, corso Vittorio Emanuele), le lunghe attese alle fermate o l’incertezza della durata dei viaggi. Il nostro compito, quali amministratori, è quello di risolvere tali criticità, progettando soluzioni tese a migliorare l’efficienza della intera rete urbana. Mi sembra che le problematiche legate ai tempi di viaggio e di attesa siano generate dalla stessa causa: la promiscuità del traffico che finisce per ostacolare la fluidità tanto dei veicoli privati che di quelli collettivi. L’incremento delle corsie preferenziali rappresenta una accelerazione nel processo di distinzione dei percorsi urbani destinati alle diverse categorie di veicoli mentre un progetto di efficientamento e di redifinizione della rete si impone per dare opportunità di mobilità ai cittadini dell’area sud della città e di Paolo VI. In tale prospettiva si dovranno:

a) istituire due o tre linee di collegamento dei quartieri periferici con le dorsali cittadine (linee 1/2 – 3 – 8), con tempi di percorrenza 15/18 minuti e frequenza di passaggio di 20 minuti;

b) organizzare le linee di collegamento perché intercettino le dorsali lungo viale Magna Grecia in punti di scambio appositamente attrezzati;

c) aumentare le frequenze delle linee dorsali 1/2 , 3 e 8 per favorire la coincidenza con le linee di collegamento dirette o provenienti dai quartieri periferici

d) ridurre la lunghezza delle linee per annullare il rischio di accumulo di ritardi

e) ridurre le sovrapposizioni di linee nel borgo cittadino per aumentare la sostenibilità ambientale del trasporto cittadino e conferire maggiore efficienza all’intera rete

f) utilizzare minibus per garantire maggiore manovrabilità in ambito urbano.

Lo strumento che consente di valutare un progetto di queste dimensioni è il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), nel quale sono fissati gli obiettivi, gli strumenti e le scelte municipali in materia di organizzazione della mobilità. Il PUM di Taranto è stato adottato nel 2009 e contiene, tra l’altro un modello di simulazione del sistema dei trasporti locali che, aggiornato periodicamente con i dati mutevoli del funzionamento del sistema (flussi veicolari, stalli di sosta offerti e richiesti, origine e destinazione degli spostamenti urbani, ecc), ha il compito di verificare e pianificare le scelte in materia di mobilità alla luce degli obiettivi fissati dall’ amministrazione comunale.