Da Cimino può partire la rivoluzione del traffico

Da Cimino può partire la rivoluzione del traffico Uno scorcio dell’area di sosta Cimino
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Dic

(wp) – Mentre proseguono i lavori per completare il parcheggio Croce, il Comune di Taranto si appresta a consegnare alla città quello di Cimino. Si riapre così un vecchio, ma sempre appassionante, dibattito che tempo fa aveva coinvolto tutte le forze sociali ed economiche: ripensare il funzionamento della città per garantire a tutti la fruizione dei diritti di cittadinanza, a partire da quello della mobilità. La critica al modello di viabilità , ancora in uso, era la comune base di partenza del confronto. All’epoca l’organizzazione del traffico urbano non appariva all’altezza delle aspettative dei cittadini. Il numero elevato di auto parcheggiate lungo la sede viaria non consentiva una circolazione fluida, data la ristrettezza della porzione di carreggiata destinata alla circolazione  dei veicoli. E ancora oggi è così. L’assenza, poi, di aree di sosta per i residenti nelle zone centrali, la prassi della fermata in prossimità della intersezione delle strade e la doppia fila concorrevano ad ostacolare la libera circolazione dei veicoli, allungando i tempi degli spostamenti, con grave pregiudizio per la qualità dell’aria da respirare. Le cose sono cambiate? Non mi sembra. Anche la promiscuità tra auto e bus finiva  per ostacolare ulteriormente la libera circolazione, persino per le rare biciclette, allora come oggi. A dividere non era l’analisi del modello esistente, ma il progetto per il futuro: da un lato si spingeva verso un modello di  mobilità capace di promuovere il trasporto individuale e dall’altro, invece, si pensava a privilegiare il trasporto collettivo. In realtà, era ed è necessario realizzare una rete in grado di garantire una intermodalità piena ed integrata tra tutte le forme di trasporto individuali e collettive, a piedi, in bici, bus, tram, auto, eccetera, orientando la scelta dei cittadini verso le forme maggiormente sostenibili per la tutela e la salute dell’ambiente urbano. La prossima apertura di Cimino spinge ad una nuova riflessione su questi stessi temi per comprendere come l’area possa svolgere la funzione di “parcheggio di scambio” con l’obiettivo di ridurre, nel centro cittadino, i flussi di auto provenienti dalla periferia e dall’esterno della città. Per svolgere tale funzione di scambio, l’area di Cimino dovrà essere dotata di un’organizzazione e di mezzi di trasporto pubblico in grado di garantire due finalità: tempi brevi per gli spostamenti da e verso il centro, maggiore regolarità e puntualità del servizio. Nel Piano Urbano della Mobilità (PUM) di Taranto si trovano già alcune indicazioni utili per configurare un nuovo modello di viabilità capace di mettere in rete le aree di parcheggio di scambio con il sistema urbano di trasporto pubblico. L’obiettivo è sempre lo stesso: ridurre, all’interno del Borgo, i flussi di auto provenienti dall’esterno della città e dalla periferia. In realtà, si tratta semplicemente di creare almeno due linee di bus che collegano il centro urbano con i parcheggi di scambio di Cimino e, successivamente, di Croce. Queste linee configurano un asse viario di attraversamento dei quartieri centrali che dovrà essere organizzato in modo da garantire ai bus tempi certi di percorrenza, massima sicurezza e confort del trasporto dei cittadini. L’asse viario di attraversamento dei quartieri centrali va organizzato come Zona a Traffico Limitato (ZTL) per superare la promiscuità tra trasporto pubblico e privato. La convivenza contemporanea tra auto private e mezzi pubblici determina non solo l’aumento dei tempi di spostamento delle due categorie, ma costituisce un moltiplicatore di insicurezza stradale.  La circolazione lungo l’asse viario sarà consentito solo ai mezzi di trasporto collettivo, alle vetture di emergenza e di tutela dell’ordine pubblico, oltre che ai commercianti e ai residenti, con la possibilità di sosta breve, per le attività di carico e scarico delle merci e delle masserizie. Per aumentare la fluidità e la sicurezza della circolazione, l’asse viario sarà dotato di video sorveglianza e di un efficace servizio di InfoMobilità, dotato di segnalatori elettronici di fermata., mentre tutti gli incroci saranno dotati di semafori di favore. Il sistema integrato di linee bus connesse ai parcheggi di scambio appare, in prospettiva, la risposta adeguata ai problemi della circolazione veicolare nell’area urbana perché tende a ridurre il numero delle auto in circolazione con evidenti benefici in termini di riduzione di emissione nocive alla salute in una città già pesantemente afflitta da problemi di inquinamento industriale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comments

  • 9 dicembre 2015

    E’ necessario, anzi indispensabile, insistere su questo obiettivo (del resto insito nel progetto di Area Vasta) e non lasciarsi intimidire da sciocche e miopi reazioni di carattere corporativo. Troppo tempo si è perso e non si è ancora dato a Taranto un “sistema” di mobilità degno di questo nome, che possa portare beneficio a tutti i cittadini-utenti : gli infimi posti nelle graduatorie sulla qualità della vita indicano inconfutabilmente questa necessità!
    Cimino deve anche essere al più presto il terminal dei bus extraurbani a lunga percorrenza, per mettere fine all’indecente caos della zona Porto Mercantile !
    E sempre a proposito di mobilità sostenibile sarebbe bello poter riprendere il bike-sharing che all’epoca della sua introduzione vide l’AMAT pioniera in Italia per tale offerta.

    • amatinforma
      10 dicembre 2015

      Amat non ha mai abbandonato il progetto dell’asse viario dedicato ai mezzi pubblici e di pronto intervento. Lo conferma come uno dei prossimi obiettivi mentre, per quanto riguarda Cimino, il piano prevede di utilizzarlo come: a) capolinea di alcune linee urbane a grande percorrenza, tipo 1/2; b) unico terminal dei bus extraurbani; c)park&ride per un collegamento rapido tra Cimino e via Di Palma con possibile allungamento fino a via Margherita. Amat, infine, non esclude il recupero e il rilancio del bike sharing.